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18 Luglio 2019

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Fauna protetta

STORNO (Sturnus vulgaris)
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Fenologia
S  N  R

A cura di Rodolfo Grassi





 StornoStorno
Descrizione
Lo Storno appartiene all’ordine Passeriformes, famiglia Sturnidae. Di taglia medio-piccola, lo Storno è un uccello compatto con testa grande e tonda, becco lungo, coda corta e ali lunghe e appuntite. In inverno è inconfondibile per il piumaggio nerastro fittamente punteggiato di bianco-giallastro, pervaso da riflessi iridescenti verdastri, azzurri e porpora. In estate, a causa  dell’abrasione a cui è sottoposto il piumaggio, la macchiettatura delle penne scompare, il becco negli adulti diviene giallo limone mentre i giovani nati nell’anno si riconoscono per essere interamente grigi con becco scuro. I sessi sono molto simili, si distinguono durante la stagione riproduttiva per minime differenze di colore alla base del becco.
 
 
Storno
Foto Greentime/M. Marchetti
 
Habitat e areale di diffusione
Lo Storno è un uccello estremamente adattabile, ugualmente a suo agio in città come in campagna. Le condizioni essenziali per l’insediamento sono rappresentate dalla disponibilità di cavità sia artificiali sia naturali in cui nidificare, e da adeguate zone di foraggiamento nelle vicinanze. Nidifica in zone di margine in boschi di caducifoglie, in pioppeti, ma si installa anche in cascinali e centri urbani. La specie è largamente distribuita in Europa, con esclusione di Spagna, Portogallo, Corsica, Sardegna. Specie migratrice nella parte settentrionale dell’areale, sverna in Europa sud-occidentale, Africa a Nord del Sahara, Egitto, Iran e India settentrionale. In Italia è nidificante sedentario, migratore regolare e svernante. È estremamente diffuso su tutto il territorio peninsulare ma molto localizzato in Sicilia, dove nella maggior parte del territorio è sostituito dallo Storno nero.
 
 
Storno
Foto Greentime/M. Marchetti
 
Dimensione e andamento delle popolazioni
In Europa sono presenti da 34 a 120 milioni di coppie nidificanti, in Italia si contano da 1 a 3 milioni di coppie. Nell’Europa settentrionale lo Storno appare in netta e costante diminuzione, mentre l’areale della specie a latitudini più meridionali (Spagna, Italia) è in notevole espansione, sia verso le regioni montane sia verso Sud.
 
Conservazione e gestione
Lo Storno non necessita di particolari misure di conservazione, in quanto si adatta a sfruttare le risorse trofiche messe a disposizione dell’attività antropica. In alcune aree risulta così abbondante da creare danni alle coltivazioni agricole.



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