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22 Febbraio 2020

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Fauna particolarmente protetta

ORSO BRUNO (Ursus arctos)
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a cura di Mario Spagnesi
Orso Bruno



 
Inquadramento sistematico


Ordine   Sottordine   Famiglia   Sottofamiglia   Genere 
 Carnivori  Fissipedi  Ursidi  Ursini  Ursus 


Distribuzione
Specie ampiamente distribuita nella Regione Paleartica; in Europa sopravvive in Scandinavia, Polonia, Russia, Balcani, Alpi, Appennino centrale e Pirenei.
In Italia è presente con tre nuclei distinti: la popolazione più numerosa si trova nell’Italia centrale (Parco Nazionale d’Abruzzo e marginalmente in Molise, Lazio e Marche); nel Trentino orientale sopravvive con pochissimi individui; nel settore alpino di Friuli-Venezia Giulia e Veneto è ricomparso di recente per ricolonizzazione naturale a partire dalla confinante popolazione slovena.


Dove vive

Predilige gli ambienti di foresta, anche se si adatta ad una grande varietà di condizioni ecologiche. Nel nostro Paese è presente nelle zone montane caratterizzate da elevata copertura boschiva e morfologia aspra. Il legame con il bosco risulta maggiore in primavera e autunno, mentre in estate frequenta maggiormente le zone caratterizzate da cespuglieti e vegetazione erbacea posti a quote più elevate.


Alimentazione
Si ciba di frutta, foglie, fiori, germogli, bulbi, tuberi e, secondariamente, anche di carogne, Insetti e piccoli Mammiferi.


Comportamento

È territoriale e solitario, attivo in prevalenza, anche se non esclusivamente, di notte. Le interazioni sociali sono limitate al periodo degli accoppiamenti. Assai agile, si arrampica con facilità sui grossi alberi e sulle rocce e nuota bene. È dotato di udito e olfatto eccellenti, ma di vista mediocre. In inverno va in letargo in una tana profonda pochi metri, che può essere una grotta naturale anche parzialmente adattata oppure una cavità scavata alla base di ceppaie o di grossi tronchi. La ricerca e la preparazione dei ricoveri invernali ha inizio in agosto ed è completata alla fine di ottobre. Durante il periodo di svernamento non assume alcun alimento e consuma il grasso accumulato in autunno. Trascorre l’inverno ogni anno in un ricovero diverso. La ripresa dell’attività avviene gradualmente e di solito è di nuovo attivo verso la fine di marzo.

Riproduzione
Stagione riproduttiva: tra giugno e luglio.
Gestazione: le uova fecondate arrestano lo sviluppo per circa 5 mesi, per cui la gestazione dura in realtà circa 2 mesi.
Numero piccoli: 1-2, partoriti in gennaio-febbraio durante lo svernamento.
Allattamento: 6-7 mesi.
Maturità sessuale: tra i 3,5 e i 4,5 anni di età.


Status e conservazione

È globalmente minacciato in tutta Europa, e la situazione italiana appare ancora più critica. In Italia centrale sopravvivono meno di 100 individui, mentre nel Trentino orientale (Parco Naturale Adamello Brenta) è insediato un piccolo nucleo frutto della recentissima immissione di alcuni individui di provenienza slovena. Nelle Alpi friulane e venete è stata accertata la presenza di individui isolati provenienti naturalmente dalla popolazione slovena. Rappresentano tuttora una grave minaccia per questa specie la progressiva riduzione e frammentazione degli habitat forestali, gli incidenti con automobili o treni che si verificano con una certa regolarità e il bracconaggio.


Livello di protezione

Convenzione di Berna, all. II: specie rigorosamente protetta.
Direttiva Habitat 92/43/CEE:
- all. II specie di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione;
- all. IV specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa.
Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, art. 2: specie particolarmente protetta.



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