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24 Febbraio 2020

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Fauna cacciabile

CORNACCHIA (Corvus corone corone)
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Fenologia
S  N  R

A cura di Rodolfo Grassi





 CornacchiaCornacchia
Descrizione
Appartiene all’ordine Passeriformes, famiglia Corvidae. Insieme alla Cornacchia grigia, è una delle due sottospecie di Cornacchia presenti in Italia. Presenta un piumaggio completamente nero, con riflessi metallizzati, il becco massiccio e nero. È spesso difficile distinguerla da altri Corvidi di aspetto simile; è tuttavia più piccola del Corvo imperiale (45-47 cm contro 60-64 cm), dal quale si differenzia inoltre per la forma delle ali (più corte e meno sfrangiate) e della coda (arrotondata e non a forma di cuneo), oltre che per la voce. Dal Corvo, invece, è riconoscibile soprattutto per la faccia scura e coperta di piume (non nuda come nel Corvo adulto) e per la posizione eretta e meno ciondolante che assume quando cammina. Come nella Cornacchia grigia, il volo è diritto, lento con battiti continui e regolari; talvolta, da lontano, la si può confondere con un rapace.Le due sottospecie (status attuale) di Cornacchia sembrano presentare differenze morfologiche, comportamentali e di esigenze ecologiche; secondo alcuni autori, la C. nera sarebbe dominante sull’altra forma, probabilmente per le diverse dimensioni, soprattutto del becco. Sono comunque in grado di coesistere, in quanto nelle zone di sovrapposizione prediligono habitat di alimentazione diversi, e persino di ibridarsi, seppure con successo minore (Rolando, 1995).
 
 
Cornacchie
Foto Greentime/M. Marchetti
 
Habitat e areale di diffusione
Nel nostro Paese vive solo nelle zone collinari e montane dell’Arco Alpino, frequentando una grande varietà di ambienti, dai boschi (evitando però formazioni forestali troppo chiuse) ai coltivi. Nidifica preferenzialmente in boschi di conifere o misti, costruendo il nido sugli alberi, solo occasionalmente sulle rocce. Non si spinge in pianura (se non talora nella stagione invernale) né in alta montagna (dove sono presenti i gracchi e il Corvo imperiale). Come molti Corvidi, ha una dieta onnivora e si adatta senza troppi problemi alla presenza umana, pur di moderata entità. In Europa ha una distribuzione occidentale: nidifica infatti in Inghilterra e in tutti i Paesi ad ovest della Germania, fino al Portogallo; è invece sostituita dalla Cornacchia grigia, oltre che in Italia, in Scandinavia, in Scozia, Irlanda e in tutti gli stati orientali. Sebbene sia generalmente considerata una specie sedentaria e residente in Europa, sono noti erratismi invernali a scala continentale, con spostamenti di decine o, al massimo, di poche centinaia di chilometri (maggiori rispetto alla C. grigia). In Italia nidifica solo sull’Arco Alpino e sui rilievi appenninici nord-occidentali, tra i 500 e i 2000 metri di quota. Le popolazioni delle due forme (grigia e nera) coabitano e si ibridano alle basse quote della fascia pedemontana del versante italiano della catena alpina, formando ibridi fecondi.
 
Dimensione e andamento delle popolazioni
Le popolazioni europee complessive di Cornacchia grigia e Cornacchia nera sono stimate in 6-10 milioni di coppie nidificanti, con tendenza alla stabilità o, localmente, all’aumento. Rispetto ad altri stati del continente, i contingenti che si riproducono nel nostro Paese sono di piccola entità (10-20.000 coppie), dal momento che l’Italia è situata al limite meridionale dell’areale della specie.
 
Conservazione e gestione
L’eliminazione mirata di individui della specie non sembra avere senso a livello nazionale, in quanto, a differenza della C. grigia, è diffusa solo sull’Arco Alpino e difficilmente raggiunge densità tali da causare danni alle colture o ad altre specie. La Cornacchia nera non è minacciata e non è sottoposta a vincoli di tutela. Talora il successo riproduttivo dipende in modo marcato dalla predazione da parte di altri Corvidi (Rolando, 1995).



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